Sfiduciato
(AGI) – Roma, 17 nov. – “Chiediamo le dimissioni di Masi. Lui fa capire che è pronto a minimizzare la nostra espressione e la riferisce all’Usigrai, ma deve riferirla ai giornalisti della Rai che gli hanno negato la fiducia”.
Così ai microfoni di CNRmedia Carlo Verna, segretario Usigrai, commenta i risultati del referendum indetto dal sindacato dei giornalisti Rai.
“Su 1878 aventi diritto al voto hanno espresso la loro opinione 1438 colleghi e 1314 di questi hanno negato la fiducia al direttore generale – prosegue Verna – un risultato che non può non avere un seguito e dovrà essere elemento di valutazione dal quale non prescindere sia da parte dell’azionista – e chiederemo un incontro con Tremonti portandogli tutte le schede – sia da parte del Cda della Rai e già oggi pomeriggio consegneremo al presidente Garimberti il verbale di questa votazione”.
Riferendosi alle motivazioni di un risultato così negativo nei confronti di Masi, Verna ha detto che: “Il direttore generale ha messo in atto una serie di azioni negative. Il mancato accordo con Sky, mai spiegato in modo convincente, che ci fa perdere decine e decine di milioni di euro, un piano industriale che non prende corpo, indefinito nei suoi contorni e che ha prodotto come chiara espressione solo uno sciopero delle sigle dei lavoratori della Rai, al quale parteciperemo in segno di solidarietà dato che si intende esternalizzare circa 1300 lavoratori della Rai. Per non parlare degli atteggiamenti che ha avuto nei confronti degli autori di trasmissioni che invece sono ampiamente premiate dal pubblico, che chiede un servizio pubblico di qualità, come si è visto con ‘Vieni via con me”.
Su Masi piovono 1.470 voti
Il giorno 11 novembre alle ore 18 si sono chiusi i seggi per il Referendum indetto dall’Usigrai sulla fiducia al direttore generale Mauro Masi.Sfiduciamo Masi
“Alla luce delle politiche aziendali fin qui perseguite, esprimi fiducia nel direttore generale della Rai Mauro Masi”?
E’ il quesito posto dal referendum promosso dall’Usigrai.
Da oggi fino a giovedì, si vota in tutte le redazioni Rai.
La protesta dei giornalisti Rai – Gli appuntamenti
26 ottobre – Assemblea “Libertà di Informare”
La sfiducia a Masi, la cancellazione degli spazi informativi e dei tg, lo sciopero e la mobilitazione del sindacato.
Sono i temi di cui discuteremo martedì 26 ottobre alle 20.30 nella saletta Usigrai di Saxa Rubra (Pal. F), nell’assemblea di “Libertà di Informare”.
27 ottobre – Manifestazione Usigrai
”No al baratro! Una svolta per la Rai”. E’ il tema del convegno promosso dal sindacato dei giornalisti per il giorno 27 ottobre alle 10.00, nel salone della Fnsi a Roma.
Ad annunciarlo in una nota l’Esecutivo dell’Usigrai che rileva come ”le preoccupazioni per il futuro della Rai crescono giorno dopo giorno, il servizio pubblico ha bisogno di disegnare il suo futuro prima che sia troppo tardi”.
Per il sindacato dei giornalisti ”Governance, risorse, natura giuridica sono questioni cruciali sulle quali occorre una risposta in tempi rapidi. L’evoluzione dei nuovi scenari multipiattaforma e’ tale da non poter consentire ancora attese.
“Urge – conclude l’Usigrai – far entrare nel vivo il dibattito sulla Rai del futuro, che dovra’ essere autonoma, libera e al servizio dei cittadini piuttosto che dei partiti”.
28 ottobre – Sciopero audio video
La mobilitazione accanto alle redazioni dei presidenti di Regione e dei rappresentanti delle istituzioni locali non è stata sufficiente a far cambiare idea all’Azienda sulla cancellazione della terza edizione del telegiornale regionale.
Di fronte a ciò che consideriamo irragionevolezza e dispotismo non possono che essere messe in atto le iniziative di protesta più dure già avallate dall’Assemblea dei CdR, che come momento centrale avranno lo sciopero, con modalità di astensione audio-video indetto per il prossimo 28 ottobre. Nei dieci giorni a seguire i giornalisti della TGR si atterranno strettamente alle mansioni previste dal contratto, secondo istruzioni che l’Usigrai sta mettendo a punto con il legale incaricato anche di presentare un ricorso per comportamento antisindacale.
Al direttore della testata Alberto Maccari l’Usigrai rivolge un ultimo appello perchè dia un segnale di autonomia in difesa della sua testata e non si renda complice di una iniziativa scombiccherata e non motivata, che nei fatti ridimensiona la presenza della TGR.
9-11 novembre – Sfiduciamo Masi
“Alla luce delle politiche aziendali fin qui perseguite, esprimi fiducia nel direttore generale della Rai Mauro Masi?”.
E’ questa la domanda alla quale saranno chiamati a rispondere, dal 9 all’11 novembre, i giornalisti Rai convocati dall’Usigrai per esprimere un voto di sfiducia al direttore generale dell’azienda, Mauro Masi.
Il referendum contro Masi, spiega una nota del sindacato, nasce dalla constatazione che “il declino della Rai galoppa e le risposte del Direttore generale della Rai, Masi, sono vaghe e inadeguate” e che “l’allarme all’interno dell’Azienda cresce esponenzialmente con il passare dei giorni”.
Autonomia e Solidarietà – L’assemblea di Fiuggi
Dal 15 al 17 ottobre si è tenuta a Fiuggi l’assemblea di “Autonomia e Solidarietà”, la componente di maggioranza della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Questo il documento approvato al termine dell’assemblea.
Autonomia e Solidarietà: libertà di informazione a rischio.
Per il congresso Fnsi confermare Franco Siddi e Roberto Natale
Mai come oggi la libertà di informazione in Italia è stata a rischio. Conflitti di interesse, concentrazioni pubblicitarie, ricatti e dossier, strage di piccole testate, precarizzazione di giornalisti, declino qualitativo della Rai, inerzia del governo. Tutto questo accade con l’aggravante che, a partire da Gennaio, sarà consentito alle concentrazioni televisive la scalata azionaria di testate di carta stampata. Secondo AUTONOMIA E SOLIDARIETA’, la componente sindacale riunita a Fiuggi per la sua diciannovesima assemblea nazionale, occorrono una grande mobilitazione dell’opinione pubblica e un intervento legislativo urgente che restituisca al paese un accettabile livello di civiltà informativa.
La Fnsi (il sindacato dei giornalisti) ha finora fatto la sua parte, dalla vittoriosa battaglia contro la legge sulle intercettazioni allo stretto rapporto con tanta parte della società civile costruito attraverso la manifestazione di Piazza del Popolo. Un percorso da proseguire con coerenza.
Occorre un sindacato che dia battaglia con un grande progetto di liberazione dell’informazione, ma che sappia anche essere la casa di tutti i giornalismi, a partire dai settori più deboli di chi fa informazione sotto il ricatto della precarietà, un sindacato capace di plasmare la sua struttura organizzativa su queste nuove necessità. Una conferenza di organizzazione dopo il congresso potrà utilmente definire gli interventi concreti.
Un buon lavoro già avviato, anche grazie ad una maggioranza federale ampia e coesa. Un lavoro da proseguire nell’imminente congresso della Fnsi. Autonomia e Solidarietà propone la riconferma dei vertici del sindacato, nelle persone di Franco Siddi segretario generale e di Roberto Natale presidente.
La componente conferma la propria organizzazione interna fondata su un portavoce (Maurizio Blasi) e un coordinamento organizzativo (Guido Besana, Ezio Cerasi, Marco Gardenghi, Rossella Matarrese, Stefano Tallia).
Per leggere la comunicazione introduttiva di Maurizio Blasi cliccate QUI.
Aria di censura
MOZIONE DELL ‘ ASSEMBLEA DEI COMITATI DI REDAZIONE DEL 15 SETTEMBRE 2010
Un altro provvedimento in odore di censura mette a rischio il pluralismo e la libertà di informazione nel servizio pubblico radiotelevisivo.
L’Assemblea dei CdR esprime forte preoccupazione per l’appunto del Direttore generale Masi rivolto ai Direttori di testata e di rete nel quale si minaccia la sospensione d’ufficio dei programmi che in fase di messa in onda non dovessero “integralmente corrispondere alle schede approvate” e che limita la presenza del pubblico in studio come “parte attiva” del programma stesso.
Dopo mesi di trattativa sui talk show e dopo i falliti tentativi di ridimensionamento, se non di chiusura, il Direttore generale vuole farli partire sotto la spada di Damocle di un controllo dalle regole fin troppo arbitrarie, con la minaccia della chiusura d’ufficio.

Che fine farà l’informazione Rai?
Documento dell’assemblea dei CdR del 15 settembre 2010
Dalla Direzione Generale scelte estemporanee e senza progetto che hanno effetti devastanti sull’offerta informativa del servizio pubblico e sulla qualità del prodotto.
L’Assemblea dei Cdr dà mandato all’esecutivo di valutare, sulla base dell’esito di una illustrazione più dettagliata del piano industriale e degli atti di gestione delle prossime settimane, l’operato del Direttore Generale Masi, sottoponendolo – nel caso – a un inedito voto di fiducia.
L’Assemblea dei CdR valuta negativamente l’assenza di difesa da parte del Direttore della Tgr Maccari di quell’immenso patrimonio costituito dall’informazione regionale e dà mandato all’Esecutivo di richiedere la ripresentazione del piano editoriale se la terza edizione non dovesse permanere nell’attuale collocazione su Raitre e se non si trovasse una idonea soluzione per Neapolis, Buongiorno Europa e per le produzioni di Raimed in Sicilia.
Va da sé infatti che il piano editoriale votato nei mesi scorsi risulterebbe in questo caso svuotato di ogni contenuto.
L’Assemblea, inoltre, lancia l’allarme per la forte caduta degli ascolti del Tg1 e per il danno arrecato all’azienda. Crollo degli ascolti che, lungi dall’essere determinato dalla professionalità dei colleghi della testata, è imputabile all’abbassamento della qualità e alla mancanza di pluralismo impresso dall’attuale Direttore.
Preoccupa inoltre il taglio di 80 minuti a settimana al Tg2, avvenuto senza nessun confronto sindacale e senza nessuna compensazione in termini di spazi di informazione o di una migliore collocazione di Dossier, relegato in un orario penalizzante. Tutto questo mentre il processo di digitalizzazione, iniziato quasi 3 anni fa, segna ancora il passo.
Grave il silenzio sul futuro e sui progetti per Rainews: il canale all news è e deve essere la dorsale per lo sviluppo dell’informazione nella transizione al digitale. Da rigettare qualunque ipotesi di snaturamento del ruolo di all news.
L’Assemblea dei Cdr denuncia una costante indebolimento del quadro delle regole. A partire da Direzioni di testata vacanti, ai trasferimenti e distacchi disposti senza la dovuta informativa ai Comitati di Redazione, ai demansionamenti.
L’assemblea da’ mandato all’Esecutivo di preparare un dettagliato dossier sulle violazioni di cui chiediamo conto all’Azienda, cominciare dalle variazioni di palinsesto approvate senza un confronto sindacale.
Il Tg della notte è salvo
La terza edizione del tg regionale continuerà ad andare in onda su Raitre fino a quando non sarà definita una nuova proposta editoriale che la Rai intende sottoporre al sindacato dei giornalisti e che l’Usigrai a suo tempo valuterà.
La continuità di trasmissione costituisce un grosso successo dei giornalisti del servizio pubblico radiotelevisivo che l’hanno tenacemente difesa.
A nome dei colleghi dell’Esecutivo ringrazio i Presidenti di Regione, dei Consigli regionali e gli altri esponenti delle istituzioni, che si sono mobilitati in difesa di questa importante offerta informativa e particolarmente i Comitati di Redazione che mobilitandosi li hanno sollecitati.
Ci aspettiamo naturalmente la riproposizione anche di Neapolis e di Buongiorno Europa.
La procedura di sciopero è stata sospesa ma tutta la vicenda sarà esaminata dall’assemblea dei CdR già convocata per mercoledì 15 settembre.
Il Segretario dell’Usigrai
Carlo Verna
La politica in difesa dell’informazione regionale
Sull’ipotesi di spostamento della terza edizione dei Tg regionali sul canale digitale terrestre di Rainews – già duramente contestata dall’Usigrai e dai Cdr delle sedi regionali della Rai – intervengono anche alcuni presidenti di regione, di centrodestra e centrosinistra.
Ecco i comunicati:
Il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci
TV: CAPPELLACCI, CHIUSURA DEL TG REGIONALE NOTTE SAREBBE GRAVE
(AGI) – Cagliari, 8 set. – “La chiusura, lo spostamento su altre rete o l’ulteriore riduzione della finestra informativa regionale notturna di RAI3 rappresenterebbe un grave pregiudizio al pluralismo dell’informazione”.
Così il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ha commentato l’ipotesi dell’eliminazione del Tg regionale della notte di RAI3.
“Sarebbe un atto grave – ha aggiunto il presidente – perché di fatto il servizio pubblico abdicherebbe ad un ruolo che in Sardegna, per le note specificità della nostra regione, risulta essere ancora più importante.
Auspichiamo che la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra identità e anche i nostri problemi trovino la visibilità che meritano da parte delle reti pubbliche”.
(AGI) Com-Cog 081712 SET 10
Il presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega
RAI: BREGA, PREOCCUPAZIONE PER SCELTA CANCELLARE TGR NOTTE
(ASCA) – Perugia, 8 set – ”Forte preoccupazione per la scelta della Rai di cancellare di fatto l’edizione della notte del Telegiornale regionale che, da lunedi’ prossimo, sara’ trasferita su Rainews, in un canale digitale di cui l’Umbria, come altre regioni, non puo’ ancora usufruire”.
Cosi’ il presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega che, anche a nome dell’Assemblea legislativa umbra, esprime ”netta disapprovazione” per un atto che comporta un ”ulteriore impoverimento dell’informazione locale e che mortifica l’esercizio del fondamentale diritto all’informazione dei cittadini umbri”. Un diritto all’informazione, aggiunge il presidente del Consiglio, ”che il servizio pubblico Rai regionale ha sempre esercitato con correttezza e professionalita’. Mi impegno – conclude Brega – a porre quanto prima questo problema all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, perché sia oggetto di approfondimento e valutazione da parte dell’Assemblea legislativa”. (pg/rus/bra 081731 SET 10)
Il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo
RAI: DE FILIPPO, STANNO SMANTELLANDO INFORMAZIONE PUBBLICA = Potenza, 8 set. – (Adnkronos) – «Ci apprestiamo ad assistere allo smantellamento di un pezzo importante dell’informazione pubblica in particolare sul livello regionale». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, in merito ai nuovi palinsesti Rai, in particolare per «l’eliminazione di alcuni tg e la marginalizzazione di altri tra cui la terza edizione del tg regionale». «Scelte – ha detto De Filippo – in linea con la logica di chi ritiene l’informazione un fastidio». (Nfr/Zn/Adnkronos) 08-SET-10 20:43 NNN
Il presidente del consiglio regionale della Basilicata, Vincenzo Folino
RAI: TERZA EDIZIONE TGR; PRESIDENTE CONSIGLIO BASILICATA
(ANSA) – POTENZA, 9 SET – “La decisione annunciata dalla Rai di abolire dal 13 settembre la terza edizione dei telegiornali regionali e’ del tutto inspiegabile e va contro gli interessi degli utenti, che vogliono essere informati di piu’ e meglio”. Lo ha detto, in una dichiarazione, il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino.
“In un panorama informativo già così povero come quello lucano, che dispone di pochi mezzi di comunicazione e di pochissimi spazi televisivi dedicati all’informazione locale – ha aggiunto Folino, nella nota diffusa dall’ufficio stampa del Consiglio – l’abolizione della terza edizione del tg regionale, o il suo improvviso e inopinato trasferimento sul canale digitale di Rainews, peraltro non visibile in molte zone, contribuirebbe ad impoverire l’offerta informativa del servizio pubblico, che semmai andrebbe rafforzata puntando sulla qualità dei programmi e dei prodotti informativi. La Rai dovrebbe discutere anche con le Regioni e con le Assemblee legislative regionali i propri palinsesti, ampliando gli spazi dedicati dalla terza rete alle realtà locali così come previsto dallo stesso contratto di servizio”.
Folino, infine, ha espresso l’auspicio “che l’azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo sospenda questa decisione che sarebbe penalizzante per i cittadini della Basilicata”.
(ANSA) RES 09-SET-10 11:19 NNNN
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni
LN-LOMBARDIA.TGR RAI,FORMIGONI: NO SPOSTAMENTO EDIZIONE NOTTE
(Ln – Milano, 09 set) “Il Tg regionale della Rai, con le sue tre edizioni quotidiane, rappresenta un fondamentale strumento di informazione per tutti i cittadini. Per questo sono contrario a qualunque ipotesi di spostamento o chiusura dell’edizione della notte”.
E’ quanto afferma il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che si dice “molto preoccupato” per l’annunciata decisione della Rai di cancellare di fatto la terza edizione del Tg regionale.
“Un territorio come la Lombardia – prosegue Formigoni – con la ricchezza del suo tessuto economico, sociale e culturale ha bisogno di vedere moltiplicati gli spazi di informazione.
Qualunque riduzione di questi spazi – e a maggior ragione se si tratta del servizio pubblico – rappresenta un fatto molto negativo”.
“Invito perciò i responsabili della Rai – conclude Formigoni – a ripensarci e a confermare questo spazio importantissimo di informazione, a cui moltissimi cittadini sono particolarmente legati”.
(Ln) sic 09-SET-2010 11:29
Il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo
TV: LOMBARDO “LA PENALIZZA L’INFORMAZIONE REGIONALE”
PALERMO (ITALPRESS) – “La Rai sta compiendo scelte che penalizzano l’informazione regionale e marginalizzano le realtà locali: l’esatto contrario di quella che era stata presentata come la nuova stagione del federalismo informativo”. Lo dice il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, a sostegno delle azioni di “resistenza” ai nuovi piani editoriali, annunciate dal sindacato dei giornalisti della sede Rai dell’isola.
“Nei mesi scorsi – aggiunge Lombardo – abbiamo manifestato ai vertici Rai la disponibilita’ della Regione a sostenere, dal punto di vista editoriale, la sede Rai regionale, che oltre a produrre i tg regionali, è storica redazione sia della rubrica ‘Mediterraneo’, che della rete ‘Med’: la Sicilia è infatti l’unica regione a statuto speciale che non abbia ottenuto dalla Rai un contratto di servizio mirato al sostegno delle sue caratteristiche autonomistiche”.
“Ai vertici Rai – conclude – abbiamo dato la nostra disponibilità a sostenere un rafforzamento delle strutture regionali. Incredibilmente e unilateralmente, è iniziata invece la ‘dismissione’ del patrimonio professionale e tecnico delle sedi di Palermo e Catania”.
(ITALPRESS) vbo/com 09-Set-10 14:15
Il presidente della Provincia di Catania e presidente dell’Unione Province d’Italia, Giuseppe Castiglione
TV: CASTIGLIONE “TAGLIO DEL TGR RAI DANNEGGIA I CITTADINI”
CATANIA (ITALPRESS) – “E’ inaccettabile che la Rai decida di tagliare senza preavviso la terza edizione del Tg Regionale in tutt’Italia o che ne preveda il trasferimento sul canale digitale di Rainews, che peraltro non e’ ancora visibile in molte zone. A fare le spese di questa penalizzazione saranno soltanto i cittadini a cui verrà sottratto un importante spazio informativo”. Lo dichiara il presidente della Provincia di Catania e presidente dell’Unione Province d’Italia, Giuseppe Castiglione.
“Consideriamo inoltre che, per quanto riguarda la Regione Siciliana, a questo pesante taglio si aggiunge la ricollocazione in fascia penalizzata della rubrica Mediterraneo e la cancellazione, ad oggi, del canale RaiMed. Chiediamo pertanto alla Rai di rivedere la sua posizione – ha esortato il presidente Castiglione – e auspichiamo piuttosto un incremento del servizio pubblico per quanto riguarda l’offerta informativa in generale”.
(ITALPRESS) vbo/com 09-Set-10 14:34
La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini
RAI: PRESIDENTE UMBRIA, INACCETTABILE TOGLIERE TG NOTTE REGIONALE
(AGI) – Perugia, 9 set. – “E’ davvero incomprensibile la decisione annunciata dall’azienda di eliminare dalla programmazione della terza rete televisiva la terza edizione dei telegiornali regionali. Se poi pensiamo che da anni stiamo parlando di federalismo, valorizzazione delle autonomie locali e protagonismo dei territori, questa decisione appare davvero inaccettabile e grave”.
E’ quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.
“Oltretutto, con l’eventuale trasferimento della terza edizione sulla piattaforma digitale – sottolinea – si produrrebbe anche una violazione palese del diritto di ogni cittadino a una corretta informazione perché, come sa bene la stessa azienda, per ora il servizio di trasmissione in digitale è assicurato solo a una parte degli utenti e del territorio nazionale”. E ha concluso: “Chiederò al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani di farsi parte attiva nei confronti del Cda della Rai per rappresentare le giuste proteste dei tanti presidenti di Regioni a difesa della qualità dell’informazione locale da parte di una azienda che, non lo si dimentichi, è pubblica e svolge un servizio pubblico”.
(AGI) Cli/Pg 091625 SET 10
Il conigliere della Regione Lombardia, Fabio Pizzul (Pd)
RAI: PIZZUL (PD), INCREMENTARE EDIZIONE TGR DELLA NOTTE
(ASCA) – MILANO, 9 SET – “UNA PESSIMA NOTIZIA”. FABIO PIZZUL, CONSIGLIERE REGIONALE LOMBARDO DEL PD, DEFINISCE COSI’ l’INTENZIONE DELLA RAI DI ELIMINARE L’EDIZIONE NOTTURNA DEL TG REGIONALE.
PER PIZZUL, “NON SI PUO’ PENSARE DI RESTRINGERE ULTERIORMENTE IL GIA’ POCO SPAZIO CHE LA RAI DEDICA ALL’INFORMAZIONE DEL TERRITORIO. TANTO PIU’ IN UNA REALTA’ COME QUELLA MILANESE E LOMBARDA CHE RAPPRESENTA UNA PARTE FONDAMENTALE DELLA VITA DEL PAESE. IL SERVIZIO PUBBLICO DEVE ACCENTUARE LA SUA VICINANZA AL TERRITORIO E AI CITTADINI.
PROPORREI ANZI DI INCREMENTARE LA DURATA DELL’EDIZIONE DELLA NOTTE CHE, COSI’ COME VIENE PROPOSTA ORA, RISCHIA DI ESSERE UNA SORTA DI CONTENTINO PER LE REDAZIONI LOCALI”.
“E’ INUTILE – CONTINUA PIZZUL – PARLARE DI GRANDI PROGETTI E PROSPETTIVE PER LA SEDE RAI DI MILANO CON NUOVE STRUTTURE DA AFFIANCARE ALLE AREE EXPO, SE POI SI SMENTISCE NEI FATTI, CON SCELTE PENALIZZANTI E DISCUTIBILI, IL VALORE DELLE REDAZIONI REGIONALI E, IN PARTICOLARE, DI QUELLA MILANESE CHE PUO’ CONTARE SU RISORSE TECNICHE E GIORNALISTICHE IN GRADO DI OFFRIRE UN CONTRIBUTO IMPORTANTE IN TERMINI DI INFORMAZIONE E PRODUZIONE”.
FCZ/MCC/ALF 091635 SET 10
Stefano Boeri (Pd), candidato sindaco di Milano
RAI: BOERI, NON CHIUDERE EDIZIONE TGR DELLA NOTTE MA INVESTIRE
(ASCA) – MILANO, 9 SET – “IL TG REGIONALE DELLA RAI E’ UNO STRUMENTO DI INFORMAZIONE IMPORTANTE PER LA CITTA’ DI MILANO E PER LA NOSTRA REGIONE. NON E’ ACCETTABILE LA CHIUSURA DELL’EDIZIONE NOTTURNA. MILANO, PERNO DELL’ECONOMIA E DELL’EDITORIA ITALIANA, HA BISOGNO CHE LA RAI RILANCI LA SEDE MILANESE CON FORTI INVESTIMENTI. ANCHE IN VISTA DI UN APPUNTAMENTO CRUCIALE COME EXPO 2015″. STEFANO BOERI, CANDIDATO SINDACO DI MILANO PER IL PD, ESPRIME COSI’ LA SUA CONTRARIETA’ ALL’IPOTESI VENTILATA DALL’AZIENDA DI CANCELLARE DAI PALINSESTI LA TERZA EDIZIONE, QUELLA NOTTURNA, DEL TGR DELLA RAI.
L’AUSPICIO DI BOERI E’ DUNQUE CHE “LA RAI TORNI SUI SUOI PASSI E DIA SEGUITO AL PARERE SUL CONTRATTO DI SERVIZIO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE DI VIGLILANZA, NEL QUALE LA RAI SI IMPEGNA A VALORIZZARE I PROPRI CENTRI DI PRODUZIONE”.
FCZ/MCC/ROB 091619 SET 10
Angelo Compagnon (Udc), deputato membro commissione telecomunicazioni
RAI: COMPAGNON (UDC), MANTENERE TRE EDIZIONI TGR, NO A TRASLOCO SU DT
Roma, 9 set. (Adnkronos) – “I tg regionali della Rai sono uno strumento prezioso e indispensabile per la completezza dell’informazione. Il loro trasloco a RaiNews, gia’ a partire da lunedi’ prossimo, impedira’ a molti abbonati di poterli vedere perche’ la copertura del digitale terrestre in tutto il territorio nazionale e’ di fatto ancora un’utopia e non tutti si possono permettere il servizio satellitare. Qualcuno dovrebbe rendersi conto che molti cittadini possono informarsi sugli avvenimenti locali soltanto in seconda serata e che pertanto due sole edizioni non sono sufficienti”. Lo dichiara in una nota il deputato dell’Unione di Centro Angelo Compagnon, componente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni di Montecitorio.
Spe/Ct/Adnkronos 09-SET-10 16:06
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia
RAI: ZAIA, BRUTTO SEGNALE SOPPRESSIONE TGR NOTTE
(ASCA) – VENEZIA, 9 SET – “LA SOPPRESSIONE DI UN’EDIZIONE DELL’INFORMAZIONE REGIONALE E’ UN BRUTTO SEGNALE CHE VIENE DATO IN QUESTI GIORNI DALL’AZIENDA RAI, CUI VALE SEMPRE LA PENA DI RICORDARE CHE LO SPAZIO PRIVILEGIATO DI SERVIZIO PUBBLICO E’ SEMPRE DI PIU’ RAVVISABILE NELL’INFORMAZIONE CHE PRODUCE SERVIZIO AL TERRITORIO”. LO DICHIARA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE DEL VENETO LUCA ZAIA IN MERITO ALL’ANNUNCIATA SOPPRESSIONE DELL’EDIZIONE DELLA NOTTE DEI TG REGIONALI.
“DA TEMPO – PROSEGUE ZAIA – STO CHIEDENDO AI VERTICI DI VIALE MAZZINI CHE SI INCOMINCI A CAMBIARE ROTTA RISPETTO A UNA PRODUZIONE COMPLESSIVAMENTE LEGATA A STEREOTIPI E PRIVA DI QUEL VENTO DI NOVITA’ CHE ARRIVA DA LUOGHI E CULTURE SEMPRE DI PIU’ MARGINALIZZATE E CONSIDERATE NON INTERESSANTI DALL’OFFERTA DELLA RAI”.
SECONDO ZAIA, “VA SOTTOLINEATO COME LA QUESTIONE RIGUARDA UN SEGMENTO DELLA PRODUZIONE GIORNALISTICA. HO INTERPELLATO, A QUESTO PROPOSITO, I VERTICI DELLA RAI CHE CONFERMANO CHE LA LINEA SU CUI SI STANNO MUOVENDO VA, APPUNTO, NELLA DIREZIONE AUSPICATA E CHE STANNO CHIEDENDO ALLE REDAZIONI REGIONALI UN SACRIFICIO A FRONTE DI UN FORTE CONTENIMENTO DEI COSTI E A UN ARRICCHIMENTO DELL’OFFERTA ANCHE REGIONALE SUI CANALI TEMATICI CHE STANNO PER COMPLETARE L’OFFERTA AZIENDALE”.
“RITENGO – CONCLUDE ZAIA – SI DEBBA CONTINUARE A VIGILARE SULLA REALE CONSISTENZA DI TALI ASSICURAZIONI E SULLA TENUTA DELLE CULTURE TERRITORIALI NELL’AMBITO DI UNA RIFORMA COMPLESSIVA DELL’INFORMAZIONE REGIONALE DELLA RAI”.
FDM/CAM/ALF 091735 SET 10
Il capogruppo Udc della regione Siciliana, Rudy Maira
RAI: TGR; MAIRA (UDC), SICILIA NON SIA MARGINALIZZATA
(ANSA) – PALERMO, 9 SET – “La Sicilia non puo’ subire una marginalizzazione cosi’ pesante anche nella informazione radiotelevisiva pubblica. L’annuncio che l’edizione notturna del Tg regionale della Rai transiti sul digitale terrestre oscura di fatto l’informazione in una regione, come la Sicilia, in cui lo switch off per il passaggio alla nuova piattaforma televisiva è previsto solo nel 2012″. Lo afferma Rudy Maira, presidente dei deputati centristi all’Assemblea regionale siciliana.
“I vertici di viale Mazzini si sono gia’ resi protagonisti in negativo per l’assenza di un piano editoriale che salvaguardi rubriche d’informazione ‘Mediterraneo’ e ‘Rai Med’, ora – aggiunge Maira – oscurano anche il Tg: siamo davanti ad una politica aziendale davvero scellerata. La protesta del Comitato di redazione della Tgr Sicilia ha la piena solidarieta’ del gruppo parlamentare siciliano dell’Udc”.
(ANSA) COM-APE 09-SET-10 17:40
Il Sen. Francesco Pancho Pardi, capogruppo Idv in commissione di Vigilanza
RAI: PARDI (IDV), SFRATTO TGR NOTTE ALTRO COLPO A INFORMAZIONE PUBBLICA =
Roma, 9 set. (Adnkronos) – “Con la ‘geniale’ idea di spostare su Rainews l’edizione notturna dei tg regionali la direzione generale della Rai da’ un altro duro colpo all’offerta informativa del servizio pubblico”. Lo afferma il senatore Francesco Pancho Pardi, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, che aggiunge: “da lunedi’, nelle zone in cui il canale digitale non e’ ancora visibile, non sara’ piu’ possibile seguire l’ultima edizione dei telegiornali regionali”.
“Una trovata -sottolinea Pardi- che rientra nel piano a cui il dg Masi sta lavorando ormai da tempo, ovvero quello che punta all’impoverimento dell’informazione Rai, da ridurre al minimo e appaltata comunque ai Minzolini di turno, per fare spazio a una televisione sempre piu’ basata sull’intrattenimento. A rimetterci saranno ovviamente i cittadini – conclude Pardi – ma ormai e’ chiaro che a Masi di loro non interessa”.
(Pol/Ct/Adnkronos) 09-SET-10 17:52
Il presidente della regione Liguria, Claudio Burlando
RAI: BURLANDO, SINGOLARE SCELTA SU TGR, COINVOLGERE REGIONI
(ANSA) – GENOVA, 9 SET – “TROVO DAVVERO ASSAI SINGOLARE CHE IN PREVISIONE DI UNA DETERMINANTE INNOVAZIONE TECNOLOGICA COME IL DIGITALE TERRESTRE, LA RAI PREVEDA INTANTO UNA RIDUZIONE DELL’INFORMAZIONE REGIONALE, IN LIGURIA E IN ALTRE REGIONI, ELIMINANDO L’ULTIMA EDIZIONE DEL TELEGIORNALE DAI PROGRAMMI TV”. LO HA AFFERMATO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA CLAUDIO BURLANDO RIGUARDO ALL’INIZIATIVA RIGUARDANTE LA TERZA EDIZIONE DEI TELEGIORNALI REGIONALI.
“CONDIVIDO LE OSSERVAZIONI AVANZATE A QUESTO PROPOSITO DAI GIORNALISTI DELLA SEDE REGIONALE LIGURE DELLA RAI E DA ALTRI PRESIDENTI REGIONALI. UNISCO QUINDI IL MIO AUSPICIO – HA PROSEGUITO BURLANDO – PERCHE’ LA RAI RIVEDA QUESTA DECISIONE E NON PRIVI IL PUBBLICO DI UN SERVIZIO PREZIOSO PER L’INFORMAZIONE LOCALE. MI CHIEDO SE DELLA QUESTIONE NON SIA IL CASO DI INVESTIRE LA STESSA CONFERENZA DELLE REGIONI, LA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULLA RAI E NATURALMENTE IL CDA DELLA RAI E LA DIREZIONE DELL’AZIENDA”.
Il presidente della regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani
TGR; ERRANI, AUGURO NON SI PROCEDA A RIDIMENSIONAMENTO PRESIDENTE, NE PARLERÒ IN CONFERENZA REGIONI
(ANSA) – ROMA, 10 SET – «Mi auguro che ci siano i margini per non dar seguito al previsto ridimensionamento della informazione regionale della RAI». È questo il commento del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, rispetto alla prevista soppressione della edizione serale del Tg regionale e al suo possibile spostamento sul digitale terrestre. «Ho registrato peraltro analoghe preoccupazioni e critiche da parte di diversi Presidenti di Regione. È mia intenzione – ha aggiunto il Errani – porre all’attenzione della Conferenza delle Regioni il tema della informazione regionale nel sistema pubblico radiotelevisivo per una prima analisi e per valutare la eventualità di un incontro chiarificatore con i vertici di Viale Mazzini. È, a mio avviso, paradossale che si vada verso una riduzione degli spazi informativi locali, peraltro in un momento difficile per la crisi economica e le conseguenti ricadute sulla comunità regionale. Invece che perseguire l’obiettivo di una forte valorizzazione della informazione regionale che tenga conto delle potenzialità e delle specificità dei territori si dà un segnale di debolezza rispetto al ruolo strategico assegnato al Servizio pubblico radiotelevisivo. Sono certo – ha concluso Errani – che la Rai, anche alla luce delle considerazioni delle diverse Istituzioni, vorrà riconsiderare l’ipotesi di ridimensionare gli spazi informativi regionali, avvicinandosi così più concretamente agli obiettivi e ai principi del contratto di servizio».
(ANSA). COA 10-SET-10 13:41 NNN
Le regioni cancellate
Dal 13 settembre scompariranno dal palinsesto di Raitre le edizioni notturne dei telegiornali regionali (quelle delle 00.10).
Lo ha deciso – alla faccia del federalismo – la dirigenza della Rai senza alcuna spiegazione, senza confronto con il sindacato e senza alcun preavviso ai telespettatori.
Dopo le proteste delle sedi regionali e dell’Usigrai, il Cda ha proposto di trasferire i Tg regionali della notte su Rainews, canale che secondo gli annunci dovrebbe diventare il canale di punta all news della Rai che, fino ad oggi, non è visibile neanche in tutto il territorio nazionale.
I giornalisti della Tgr e della Rai contestano questa decisione e l’Usigrai ha minacciato una giornata di sciopero.
Riportiamo di seguito i comunicati del Comitati di Redazione e dell’Usigrai sulla vicenda, nell’ordine in cui sono stati pubblicati.
Comunicato Cdr di Cagliari
Cari colleghi, prendiamo atto che sulla terza edizione del telegiornale regionale non ci sono ancora comunicazioni ufficiali. Sapere pero’ che è sparita dai palinsesti è sufficiente: l’azienda ha deciso di cancellarla. Il cdr di Cagliari ritiene che non si possa far passare altro tempo senza reagire.
La risposta delle redazioni, del coordinamento dei cdr e dell’esecutivo dev’essere la piu’ forte possibile e coinvolgere gli utenti, la politica, la societa’ civile. Chiudere le edizioni alle 20 e’ una scelta suicida. Percio’ pensiamo che contestualmente alla ripresa del confronto con la testata e l’azienda per la verifica di organici e mezzi debba ricominciare la mobilitazione in difesa degli attuali spazi e la battaglia per riavere una collocazione adeguata,almeno prima della mezzanotte.
Quanto all’ipotesi ventilata di un passaggio sul canale digitale Rai news potrebbe essere un’idea soltanto dopo il completamento dello switch-off in tutte le regioni e nell’ambito di un progetto editoriale credibile.
Dobbiamo poi fare in modo che i contratti per Buongiorno Regione siano firmati prima della partenza della nuova stagione, e ricordare alla testata e all’azienda che Buongiorno Italia era un progetto sperimentale da sottoporre perciò al confronto prima di un’eventuale ripresa.
2 settembre 2010
Comunicato del coordinamento dei Cdr della Tgr
Cari colleghi, condividendo le vostre preoccupazioni sull’ipotesi di cancellazione della Terza edizione del Tg, vi comunichiamo che da ieri sono in corso riunioni in azienda proprio su questo argomento. Ciò su sollecitazione del segretario Usigrai che ha espresso all’azienda la ferma contrarietà delle redazioni a qualunque ipotesi di ridimensionamento della informazione regionale. In attesa degli esiti di questi incontri abbiamo scelto di non intervenire ufficialmente con comunicati. Sarà nostra cura informarvi prontamente sull’esito delle trattative. Resta inteso che se non ci dovessero essere proposte convincenti saremmo pronti ad adottare qualunque iniziativa sindacale per evitare lo smantellamento della tgr. Per mercoledì prossimo è comunque già fissata una prima riunione tra Rai e Usigrai per discutere i palinsesti autunnali. Se le trattative non dovessero portare ad alcun esito, chiederemo di arrivare a questa riunione con una procedura di conciliazione già aperta in vista di un eventuale sciopero.
3 settembre 2010
Comunicato del segretario dell’Usigrai Carlo Verna
Cari Colleghi, in queste ore ci sono febbrili consultazioni e divergenti opinioni in Azienda sulla questione della terza edizione. Un incontro con l’Usigrai è fissato per mercoledì 8 settembre ma sviluppi potrebbero essercene anche nelle prossime ore. Ove ci fosse chiusura da parte dell’Azienda avvierei anticipando l’assemblea dei Comitati di Redazione , la procedura per lo sciopero. Resta inteso che si tratterebbe di un atto indispensabile e tuttavia non vincolante per l’assemblea che sarà convocata all’esito delle comunicazioni aziendali.
3 settembre 2010
Comunicato del Cdr di Campobasso
Siamo estremamente preoccupati per la conferma della chiusura della terza edizione del telegiornale regionale. La scelta, a nostro parere, impoverisce ulteriormente l’offerta informativa della Rai. Essere costretti a chiudere le redazioni alle 20, sicuramente, non è una decisione editoriale strategica, così come non ci sembra opportuno trasferire la terza edizione sul canale digitale di Rai News in assenza di un progetto editoriale serio e possibilmente condiviso. L’idea potrebe essere ripresa solo dopo il completamento dello switch-off.
Siamo convinti che una risposta forte dell’Usigrai, del coordinamento dei cdr, dei cdr, unitamente agli altri sindacati aziendali, possa fare recedere l’azienda da questa inaccetabile decisione.
6 settembre 2010
Comunicato del Cdr di Roma
Il Cdr del Tg Lazio esprime la sua netta contrarietà all’ipotesi di soppressione della terza edizione del Tgr.
Quale obiettivo si intende perseguire cancellando dal palinsesto un Tg che dura appena quattro minuti? Quale importante programma andrà ad occupare quello spazio?
Ci viene il sospetto che, come avvenuto già tre anni fa, l’obiettivo di questa operazione sia la cancellazione progressiva degli spazi informativi regionali. All’epoca il tentativo fu respinto dal Direttore Angela Buttiglione, che riuscì a tenere in vita la terza edizione (pur se ridotta da sette a quattro minuti).
Oggi ci aspettiamo una risposta altrettanto netta e decisa da parte della Direzione della Tgr.
Da parte nostra non c’è una chiusura pregiudiziale rispetto a ipotesi di soppressioni e spostamenti su altre reti dei Tg, ma siamo disposti a discuterne – come chiediamo da tempo – solo nel quadro di un progetto complessivo di rilancio dell’informazione.
Per noi sono altre le priorità della Tgr:
- l’avvio del processo di digitalizzazione;
- la dotazione di strumentazioni tecniche moderne;
- la copertura di tutto il territorio nazionale del segnale digitale terrestre;
- la ridefinizione degli organici delle redazioni regionali, a fronte dell’ipotesi di avvio di una nuova produzione (Buongiorno Italia) che – va ricordato con forza – a maggio di quest’anno è stata realizzata in via sperimentale, a costo zero, con il preciso impegno da parte dell’azienda e della testata di ridiscutere il progetto prima dell’avvio;
- le risorse da destinare a Buongiorno Regione, in attesa della selezione.
Senza affrontare questi temi, la soppressione della terza edizione dei Tg Regionali diventa solamente un modo per indebolire una testata che – nel panorama dell’informazione italiana – rappresenta una specificità della Rai, rispetto alla concorrenza.
Auspichiamo, dunque, che l’Usigrai continui ad opporsi con fermezza a qualsiasi piano di ridimensionamento della Tgr e che costringa l’azienda a confrontarsi una volta per tutte su un piano industriale che fino ad oggi rimane vago e indefinito.
7 settembre 2010
Comunicato Cdr di Milano
Anche il CdR di Milano non puo’ che essere fortemente preoccupato per il futuro delle nostre redazioni e della Tgr nel suo complesso. Le “voci” ci preoccupano tanto quanto quello che dicono.
Riteniamo stupefacente infatti che, a ridosso dell’avvio dei palinsesti, non ci siano comunicazioni ufficiali: solo “voci”.
Un chiacchiericcio che sembra ben poco consono alla gravita’ delle tante questioni aperte che attendono risposte
Terza edizione del Tg: vogliamo davvero chiudere la bottega dell’informazione regionale alle 20? Oppure trasferirla su Rai News che in alcune regioni non si vede?
E la terza edizione del Gazzettino E “Buongiorno Europa”, prima e storica finestra sul continente della redazione milanese?
Non meno cruciali sono le risposte che attendiamo sugli organici di “Buongiorno Regione” e “Buongiorno Europa”, quest’ultima, lo ribadiamo anche noi con forza, realizzata in via sperimentale.
E sempre in tema di organici, ricordiamo che Milano e’ sotto di tre unita’.
Ultima, ma non meno importante, la questione tecnica, legata a macchine ormai da buttare, in attesa di una digitalizzazione che sembra non cominciare mai.
7 settembre 2010
Comunicato del Cdr di Milano
Quale progetto editoriale, quale obiettivo, quale logica si celano dietro l’idea di trasferire la terza edizione dei TG regionali su Rainews?
Forse solo l’intento di smontare un pezzo alla volta, anziché rilanciare, l’informazione regionale, come lascia pensare la cancellazione di alcune rubriche e l’accorpamento di altre.
Oppure dietro tutto cio’ non c’e’ nessun intento, nessun obiettivo, nessun progetto editoriale?
Spostare la terza edizione su un canale che in molte regioni non si vede è una beffa nei confronti degli spettatori, una mancanza di rispetto nei confronti di chi a quell’edizione lavora, un danno per il servizio pubblico.
Come CdR di Milano ci sarebbe piaciuto che la Direzione di testata e il Sindacato avessero discusso e fatto chiarezza sulla situazione qualche tempo fa, non a ridosso della partenza dei palinsesti. Con un confronto preventivo serio e non “last minute”.
E come CdR della redazione di Milano non accetteremo in silenzio spostamenti di canali o cancellazioni di rubriche, come la storica “Buongiorno Europa”.
7 settembre 2010
Comunicato del Cdr di Pescara
Lo spostamento della terza edizione alle 22.30 significherebbe di fatto l’oscuramento e la collocazione in clandestinita’ di un segmento del palinsesto della Tgr cui non si puo’ rinunciare.E che sta avvenendo,cosa non meno grave,al di fuori di un tavolo di confronto preventivo tra azienda, testata e sindacato.Chiediamo all’Esecutivo un immediato intervento per bloccare questo colpo di mano contro l’informazione regionale.
7 settembre 2010
Comunicato dell’esecutivo nazionale Usigrai
Da lunedì 13, con la partenza dei nuovi palinsesti, scompare la terza edizione dei telegiornali regionali.
E’ questo il segnale più grande della riduzione degli spazi informativi nel servizio pubblico: l’informazione regionale chiude alle 20, il Tg1 perde l’edizione della mezza sera, il Tg2 avrà 80 minuti in meno a settimana, mentre Rai News, ancora attende un rilancio più volte annunciato.
Una perdita secca per i telespettatori e un ridimensionamento del servizio pubblico.
Di fronte a questa situazione l’Usigrai ha annunciato uno sciopero di tutte le redazioni regionali e la convocazione dell’assemblea nazionale dei Comitati di Redazione.
Inaccettabile è il metodo dell’azienda che, da un lato, ha presentato un piano industriale definito dallo stesso direttore generale un “cantiere aperto”, sul quale però mai ci siamo confrontati; dall’altro prende singole decisioni al di fuori di un disegno complessivo sull’informazione.
L’Usigrai da tempo chiede un confronto serio per affrontare anche i gravi problemi di bilancio della Rai. Il direttore generale Masi ci dimostri con un segnale forte di essere in grado di governare la piu’ importante azienda culturale del Paese.
Non vogliamo una Rai che navighi a vista. Chiediamo un progetto organico e serio, in grado di dare un futuro alla Rai.
7 settembre 2010
Comunicato del coordinamento dei Cdr della Tgr
Prima il ridimensionamento ora la proposta di sfratto immediatamente esecutivo di un Tg dalla terza Rete.
La compressione, nella passata stagione, di rubriche storiche della Tgr ( Est Ovest e Levante) e la fusione di altre (I nostri soldi e Tgr Agricoltura) hanno configurato già un pesante impoverimento del servizio pubblico sul territorio.
La cancellazione della terza edizione della Tgr e, dopo la protesta dell’Usigrai, l’ipotesi di trasferimento della stessa sul canale digitale di Rainews configura un ulteriore danno.
I giornalisti della Tgr sono pronti ad accettare qualunque nuova sfida, purchè il canale digitale sia visibile su tutto il territorio nazionale – non, come ora, a macchia di leopardo – e dopo la presentazione di un progetto complessivo sull’informazione regionale.
Invece la Rai decide di trasferire la terza edizione su Rainews in tutta fretta senza un adeguato preavviso ai telespettatori. In pratica uno sfratto dalla Terza Rete, alla quale la Tgr ha dato e continua a dare un significativo contributo in termini di share. Inoltre è confermata la cancellazione di Neapolis e Buongiorno Europa, altre due rubriche storiche della Tgr, e del canale Rai Med.
Tutto questo avviene dopo che il Direttore Generale della Rai si era impegnato a non toccare alcuno spazio informativo senza preventivo confronto con il sindacato affermando, a supporto, che l’approvazione dei palinsesti da parte del C.d.A. era solo l’apertura di un “cantiere” nel quale ogni decisione non sarebbe stata comunque definitiva.
Chiediamo infine alla Direzione della Tgr di farci sapere cosa intenda fare per difendere il ruolo, la qualità e gli spazi dell’informazione regionale e per rimanere in linea con un piano editoriale, approvato neanche un anno fa, e sulla base delle decisioni aziendali, profondamente snaturato.
8 settembre 2010
Comunicato del Cdr di Aosta
Anche la redazione di Aosta esprime forte preoccupazione per l’ipotesi sempre più concreta di soppressione della terza edizione del tg regionale. Non si può immaginare di bloccare l’attività redazionale alle 20 per riprenderla il mattino successivo: sarebbe come rinunciare per 8 ore al giorno alla funzione di servizio pubblico che l’informazione regionale svolge. La soluzione, peraltro comunicata con ritardo, di trasferire la terza edizione sul canale all news pare assai raffazzonata, soprattutto se si considera che non tutte le regioni sono digitalizzate: avremo cittadini e redazioni di serie A con diritto ad un’informazione completa e cittadini e redazioni di serie B, con informazione ridotta? Il tutto a fronte di un risparmio scarsamente significativo per l’azienda che però rischierebbe di dare adito a ulteriori riduzioni in un organico che per quanto ci riguarda è già ampiamente al disotto del minimo tollerabile. Una situazione decisamente inaccettabile a pochi giorni dalla ripresa dei palinsesti autunnali, che ci vede come sempre pronti ad affrontare gli impegni, nonostante siano diventati sempre più gravosi per le redazioni,senza alcuna indicazione certa sui contenuti, o sull’indirizzo editoriale che la testata si propone di seguire. Ci associamo quindi alle iniziative di protesta e di lotta che verranno intraprese dall’Usigrai per dire un no deciso al taglio della terza edizione e delle rubriche. All’azienda chiediamo di lasciarci continuare a svolgere il nostro lavoro.
8 settembre 2010
Comunicato del Cdr di Torino
L’assemblea di redazione della Tgr del Piemonte, all’unanimità, esprime la sua totale contrarietà allo spostamento della terza edizione del Tg regionale su Rai News24 a partire da lunedì 13 settembre, dunque senza neppure una settimana di preavviso. Uno sfratto esecutivo dalla rete, nata nel 1975 con legge dello Stato, in realtà proprio per dare corpo e voce all’informazione regionale.
La disapprovazione per queste scelte aziendali è tale da indurre molti colleghi a dichiarare di non essere disponibili ad andare in onda in questa nuova collocazione, che penalizza sia chi realizza il prodotto sia gli spettatori, che da lunedì in quasi tutte le regioni si troveranno privati di uno spazio informativo del servizio pubblico.
L’assemblea non comprende quali reali motivi abbiano indotto l’azienda a prendere questa decisione, che non contribuisce a contenere i costi, ma che interviene dopo la cancellazione, l’accorpamento e la riduzione del budget di molte rubriche, nonostante la TGR sia in termini di ascolti, seconda solo al Tg1.
Soprattutto ci rammarichiamo del fatto che si è consolidata negli ultimi tempi una prassi aziendale, basata su decisioni repentine, adottate senza confronto e progettualità. Ricordando che il piano editoriale da noi approvato non contiene nessuna delle produzioni che ci sono state imposte, l’assemblea chiama tutti i colleghi ad esprimere concreta solidarietà alle redazioni che di fatto da lunedì chiuderanno l’informazione regionale alle 19,58 e chiede in nome dell’unicità della testata diffusa sul territorio nazionale di non andare in onda sul canale digitale con la terza edizione, quantomeno fino a quando tutte le sedi avranno identiche opportunità.
Naturalmente, diamo mandato all’esecutivo dell’Usigrai di intraprendere tutte le iniziative necessarie a sostegno di queste richieste.
8 settembre 2010
Comunicato del Cdr di Bolzano
Secondo il Cdr di Bolzano, l’ipotesi di spostare la terza edizione del tg regionale su Rainews24 appare del tutto priva di una logica che non sia quella di prendere in giro redazioni e pubblico.
Infatti è impossibile per qualunque persona di buon senso non notare che:
- vista l’attuale diffusione del digitale terrestre, il tg regionale non potrebbe essere visto nella maggioranza delle regioni;
- anche nelle regioni servite dal digitale terrestre, andare in onda su Rainews 24 richiederebbe per ogni sede Rai un adeguamento tecnico che nessuno ha ancora realizzato;
- tutti i disagi legati al trasferimento dell’edizione notturna da Rai3 a Rainews 24 non verrebbero nemmeno controbilanciati da una collocazione oraria più vantaggiosa rispetto all’attuale.
Se invece la decisione presuppone la volontà dell’azienda di trasferire tutta l’informazione regionale all’interno di un canale all news, lo si dica chiaramente, presentando un progetto non improvvisato e discutendone preventivamente col sindacato.
Per quanto riguarda nello specifico Bolzano, aggiungiamo che – in base allo Statuto d’autonomia – cancellare un appuntamento informativo dalla terza rete per spostarlo altrove richiederebbe la preventiva consultazione della Provincia autonoma. Inoltre, visto che in Alto Adige vanno in onda sulla terza rete anche i tg in lingua tedesca e ladina, risulterebbe compromessa l’idea di un unico canale informativo trilingue per tutti gruppi etnico-linguistici della Provincia.
Naturalmente, il Cdr di Bolzano ritiene ancora più negativa l’ipotesi di una cancellazione tout court della terza edizione. Siamo infatti del tutto contrari a ogni impoverimento dell’offerta informativa regionale, fra l’altro in contraddizione con quanto invece si sta facendo nella fascia mattutina. Auspichiamo che anche il Direttore della Tgr intervenga presso i vertici aziendali per difendere la propria testata.
Se l’azienda ritiene davvero che un tg regionale costituisca soltanto un’intrusione sgradita nel regolare palinsesto della terza rete, noi rispondiamo che, al contrario, l’informazione locale non fa altro che connotare la specificità della Rai come servizio pubblico.
Se poi ci si illude di riuscire in questo modo a risparmiare qualche soldo, si tenga presente che il risparmio di personale sarebbe minimo o addirittura nullo. E’ infatti impensabile sguarnire le redazioni dopo le ore 20. Non solo perché ridurrebbe la nostra capacità di coprire adeguatamente le notizie e di svolgere anche funzione di agenzia per i tg nazionali, ma anche perché vorrebbe dire ignorare il lavoro che va fatto per impostare e preparare Buongiorno Italia e Buongiorno regione.
Infine, una considerazione generale: non ci si può ridurre a discutere tutto questo all’ultimo momento. Il servizio pubblico non può andare in ferie. Se sono stati i vertici aziendali a ritardare il confronto per metterci di fronte al fatto compiuto, occorre che il sindacato risponda con tutti gli strumenti a sua disposizione.
8 settembre 2010
Comunicato del Cdr di Rainews
Lo spostamento di una edizione dei tg regionali su Rainews dimostra ancora una volta l’improvvisazione con cui si muove la direzione generale della Rai e la scarsa considerazione verso gli utenti del servizio pubblico radiotelevisivo. Senza un progetto, senza una vera sinergia tra Rainews e la TGR, una edizione del Tg regionale trasmessa su Rainews appare solo una operazione vuota di contenuti e che risponde a logiche che nulla hanno a che fare con rilancio che da oltre un anno e mezzo attendiamo per il canale all-news della Rai. La nuova stagione televisiva sta iniziando e mentre tutti si organizzano noi siamo ancora senza risposte sulle risorse e i mezzi coi i quali affrontare l’agguerrita concorrenza. Condividiamo dunque la preoccupazione espressa dai colleghi delle sedi regionali e dall’Usigrai nei confronti di quello che appare più uno “sfratto esecutivo” da Raitre che un possibile sviluppo di opportunità e spazi per Rainews, per le sedi regionali, e per la Rai nel suo complesso.
8 settembre 2010
Il comunicato del Cdr di Trento
La redazione Rai di Trento della testata giornalistica regionale “esprime preoccupazione per l’ipotesi di spostamento della terza edizione del telegiornale regionale, ora in onda su Rai 3 in seconda serata, verso la rete digitale di Rai News. Già da prossimo lunedì, il terzo Tg regionale non compare più nel palinsesto della Terza Rete”. Lo afferma in una nota il Comitato di redazione della Rai Trento.
“La preoccupazione – viene detto – nasce dal fatto che poche sedi regionali sono in grado, per ora, di trasmettere direttamente sulla piattaforma digitale terrestre e, tra queste, non c’è quella di Trento. Il che significa, nei fatti, privare i nostri telespettatori dell’appuntamento informativo di fine giornata”. La redazione Rai di Trento – chiariscono Lorenzo Lucianer, Raffaele Crocco, Sandro Tamanini – si interroga sulle ragioni di una scelta che non si traduce soltanto in una perdita di spazio, ma soprattutto nella sopressione di servizi che la testata fornisce all’utenza e che connotano, come e piu’ di altre attività Rai, la funzione di ”servizio pubblico” della nostra azienda.
La redazione – prosegue il Comitato di redazione – si interroga anche sul destino dei colleghi, soprattutto dei giovani precari, i cui contratti sono legati, in diversi modi, alle attivita’ redazionali.
Nella nota si ricorda come siano in corso a Roma – e proseguiranno anche domani – ”trattative fra sindacato ed azienda il cui esito appare al momento molto incerto”.
(ANSA) DEC 08-SET-10 16:10
Comunicato del Cdr di Trieste
Il Comitato di Redazione del Friuli Venezia Giulia respinge con fermezza l’intenzione dell’Azienda di trasferire la terza edizione del telegiornale regionale sul canale RAINEWS. Simile decisione ci risulta inaccettabile nei modi e nei tempi in cui è stata determinata. Nei modi, in quanto la digitalizzazione del segnale televisivo copre attualmente soltanto una parte del territorio nazionale (meno della metà della popolazione nella nostra regione) e nei tempi, un trasferimento da eseguire in tutta fretta, senza una corretta informativa e il benché minimo rispetto verso gli utenti del servizio pubblico radiotelevisivo.
Non ci opponiamo a nuove sfide, alla creazione di un canale all-news nel quale possa esserci anche la TGR, ma ciò deve avvenire soltanto dopo aver preparato un progetto serio di rilancio del canale RAINEWS.
Questa operazione dell’Azienda dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, l’improvvisazione e la scarsa attenzione verso il ruolo delle redazioni regionali e il loro prodotto.
Così l’informazione sul territorio risulterà ulteriormente impoverita dopo le decisioni di alcuni mesi fa riguardanti la cancellazione o la compressione delle nostre rubriche. L’assordante silenzio della Direzione di testata della TGR in questa in questa occasione è a dir poco sconcertante. Chiediamo con forza al Direttore quali siano le decisioni che intende prendere per difendere il ruolo delle nostre redazioni, i nostri spazi e la qualità del nostro prodotto.
Diamo pieno mandato all’esecutivo USIGRAI per intraprendere tutte le iniziative necessarie.
9 settembre 2010
Il comunicato del Cdr di Palermo
Il Comitato di redazione della Tgr Sicilia ”condivide pienamente le posizioni espresse dall’esecutivo dell’Usigrai e dal coordinamento dei cdr della Tgr sullo spostamento della terza edizione del telegiornale regionale sul digitale terrestre.
Uno spostamento ancora piu’ inammissibile considerato che in diverse regioni, e la Sicilia e’ tra queste, non c’e’ ancora stato il passaggio definitivo al digitale.
Cio’ che piu’ colpisce e’ la totale assenza di pianificazione e di concertazione sindacale su scelte che vanno a modificare radicalmente l’offerta informativa della Tgr causando un black out dalle 20 alle 7 del mattino.
Scelte che, tra l’altro, penalizzano gli utenti del servizio pubblico che avrebbero invece diritto a spazi maggiori per l’informazione locale e non rispondono neanche a criteri di risparmio aziendale.
Ci si chiede allora quale sia il progetto editoriale visto anche che a tutto cio’ si aggiunge l’assoluta mancanza di informazioni certe sul destino di rubriche e canali tra i quali anche Mediterraneo e Rai Med.
9 settembre 2010
Il comunicato del Cdr di Firenze
Il Cdr della Tgr Toscana condivide pienamente le posizioni espresse dai Cdr delle redazioni che si sono già pronunciate ed anche la posizione dell’ esecutivo dell’Usigrai e del coordinamento dei cdr della Tgr sullo spostamento della terza edizione del telegiornale regionale sul digitale terrestre.
Uno spostamento ancora più inammissibile considerato che in diverse regioni come la Toscana non c’è ancora stato il passaggio al digitale.
Ma quel che più colpisce ed offende i giornalisti della Tgr è la totale mancanza di pianificazione, di confronto e di concertazione sindacale su scelte che vanno a modificare radicalmente l’offerta informativa e che, come hanno sottolineato altri Cdr della testata, lasciano intravedere una progressiva perdita di interesse da parte dell’azienda nei confronti dell’informazione regionale.
I giornalisti della redazione di Firenze chiedono ancora una volta che sia espresso con chiarezza il progetto editoriale della testata nel suo complesso ed anche in vista della partenza dello spazio del mattino.
9 settembre 2010
Il comunicato del Cdr di Genova
RAI: CDR LIGURIA, NON CANCELLARE TERZA EDIZIONE TELEGIORNALE
(ANSA) – GENOVA, 9 SET – Il Cdr della TGR Liguria respinge “con fermezza l’intenzione dell’azienda di cancellare la terza edizione del Telegiornale regionale a partire da lunedi’ 13 settembre”. La presa di posizione e’ arrivata nel pomeriggio con una nota.
“Allo stesso modo – si legge – il Cdr trova inaccettabile la proposta di trasmettere tale TG sul canale Rai News 24 fino a quando non sara’ completato il processo di digitalizzazione in tutta Italia. Prima di quel momento, infatti, la maggioranza dei cittadini verrebbe comunque privata di uno spazio informativo, con l’aggravante di una disparita’ tra regioni. Non comprendiamo quali reali motivi abbiano indotto l’azienda a prendere questa decisione che non contribuisce a contenere i costi (non si puo’ comunque immaginare di lasciare scoperte le redazioni dopo le 20) ma ha come unico risultato l’indebolimento dell’informazione regionale, peculiarita’ della nostra azienda e pilastro di un vero servizio pubblico”.
”Soprattutto – dicono i giornalisti della Tgr Liguria – ci rammarichiamo di come negli ultimi tempi si sia affermata una prassi aziendale di decisioni prese in modo repentino, unilaterale, senza alcun confronto e progettualita’. Basti pensare alle nuove iniziative editoriali del mattino sorte con un preavviso di pochissime settimane nell’incertezza di mezzi, contenuti e obiettivi, alle rubriche storiche chiuse dall’oggi al domani senza alcuna spiegazione o ai programmi che nascono come sperimentali a fine stagione e poi vengono inseriti senza alcun accordo sindacale nel palinsesto successivo”.
”Basti pensare – dice ancora il Cdr – al rinnovo dei mezzi tecnici, promesso all’inizio di Buongiorno Regione e mai avvenuto. O alle selezioni che dovrebbero essere mezzo privilegiato per il reperimento di risorse umane per un’azienda come la Rai e vengono invece concesse dopo estenuanti battaglie sindacali”.
La Tgr Liguria chiede all’azienda ”finalmente una vera attenzione verso l’informazione regionale. A partire da subito.
Da questa terza edizione che non solo non deve essere cancellata o trasferita, ma deve essere ripristinata nel suo orario iniziale, dopo il programma di prima serata, dove i telespettatori l’hanno trovata per tanti anni e dove ancora si aspettano di trovarla. Il Cdr di Genova da’ ovviamente mandato all’esecutivo dell’USIGRAI di intraprendere tutte le iniziative necessarie a sostegno di queste richieste”.
(ANSA) CE/TST 09-SET-10 17:06
Il comunicato del Cdr di Venezia
RAI: TGR VENETO ‘OSCURATO’ DA CAMBIO FREQUENZA,PROTESTA CDR
(ANSA) – VENEZIA, 9 SET – ”Da lunedi’ prossimo la terza edizione del telegiornale Rai del Veneto sara’ trasmessa ma non sarà vista da nessuno”. Comincia cosi’ la nota di protesta del Cdr Rai della sede di Venezia – che ha dato mandato all’Usigrai di intraprendere tutte le iniziative necessarie – per la decisione dell’azienda di trasferire da lunedi’ lo spazio informativo serale del tg sul canale Rainews 24, attualmente non visibile dai telespettatori veneti perche’ la digitalizzazione del segnale non copre ancora il territorio regionale.
”Questa decisione – afferma il Cdr – ci risulta inaccettabile: si tratta di un trasferimento eseguito in tutta fretta, senza una corretta informativa e il benche’ minimo rispetto verso gli utenti del servizio pubblico radiotelevisivo.
Non comprendiamo quali reali motivi abbiano indotto l’azienda a prendere questa decisione che non contribuisce a contenere i costi (non si puo’ comunque immaginare di lasciare scoperte le redazioni dopo le 20), ma ha come unico risultato l’indebolimento dell’informazione regionale, peculiarita’ della nostra azienda e pilastro di un vero servizio pubblico”.
”La redazione della Tgr Veneto – conclude la nota – certamente non si oppone a nuove sfide, alla creazione di un canale all-news nel quale possa esserci anche la Tgr, ma cio’ deve avvenire soltanto dopo aver preparato un progetto serio di rilancio dell’intera informazione sul territorio”.
ANSA COM-GM/PAS 09-SET-10 17:43